Laura Brunello

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Lady Chevy - John Woods

Amy ha diciotto anni, frequenta con ottimi risultati l'ultimo anno di liceo ed è molto molto grassa, tanto da essere soprannominata Lady Chevy perché il suo fondoschiena è enorme come il retro di una Chevrolet. Vive in una anonima cittadina dell'Ohio in cui a causa dell'estrazione del petrolio tramite la tecnica del fracking le falde sono contaminate e la terra spesso trema.
La ragazza sogna di andarsene lontano, spera di poter accedere al college per diventare veterinaria e per lasciarsi alle spalle oltre quel luogo inquinato in cui vive, anche la sua famiglia disagiata: il padre è un uomo debole che ha venduto alle società petrolifere i diritti di estrazione delle sue terre, la madre - forse ancor più grassa di lei - è una ninfomane figlia di un gran capo del Ku Klux Klan locale, il fratellino è epilettico forse, chissà, per colpa dell'inquinamento.
Una notte però il suo amico ed amore segreto Paul le chiede di accompagnarlo in una spedizione punitiva e di sabotaggio contro le compagnie petrolifere che avvelenano i terreni e ciò che succederà cambierà la sua vita per sempre.
Libro eccezionale, da leggere assolutamente: indaga sui sensi di colpa e ci mette di fronte ai limiti morali che si è disposti ad oltrepassare per egoismo e/o per sfuggire ad una vita squallida e senza speranza. Durante la lettura ci accorgeremo con disagio di parteggiare per Amy e scopriremo con imbarazzo di augurarci che possa riscattarsi, tanto da passare sopra perfino alle imprevedibili decisioni dell'inquietante agente Hastings che indaga sull'attentato alla cisterna di petrolio cui la ragazza ha partecipato. Lady Chevy ci disturba perché convive con il mostro che è in lei... e noi?

Love after love - Ingrid Persaud

C'è tanta carne  fuoco in questo libro di Ingrid Persaud che prende a prestito per il titolo una famosa poesia di Derek Walcott: la violenza domestica, l'omofobia, la narrazione di tre solitudini, l'amore declinato in diverse sue forme, la condizione di chi immigra illegalmente negli Stati Uniti ed ancora molto altro. Ma la vera protagonista del romanzo è l'isola di Trinidad, i suoi colori, le sue spiagge, il suo cibo e le tradizioni della sua gente, un mix di persone di discendenza indiana ed africana. Un libro da non farsi assolutamente sfuggire anche per l'originalità del linguaggio e dello stile (la particolare struttura dei dialoghi è davvero indovinata ed imprime ritmo alla narrazione) e dalla cui travolgente lettura usciremo emozionati ed arricchiti.

Due vite - Emanuele Trevi

Come definire questo breve ma intenso libro di Emanuele Trevi? Memoir, biografia, saggio letterario, diario intimistico...
In realtà esso sfugge ad ognuna di queste definizioni pur comprendendole tutte.
Trevi scrive di suoi due amici, Rocco Carbone e Pia Pera (entrambi scrittori) che non ci sono più: sono mancati l'uno a 46 anni per un incidente in motorino, l'altra a 60 anni dopo una malattia. Trevi dunque parla di queste "due vite": descrive i caratteri dei due amici e la relazione a tre che lo coinvolge direttamente, ma va anche oltre, offrendoci riflessioni sulla morte prematura, sul rapporto tra la produzione artistica e la personalità di un autore, sulla necessità di guardare oltre agli inevitabili intralci disseminati lungo il nostro cammino.
Trevi scrive onestamente dei suoi amici, sottolineandone anche i difetti - soprattutto di Rocco, che era un tipo un po' cupo e spinoso - ma il suo cuore trabocca di dolcezza nei loro confronti e ciò lascia nel lettore la sensazione che questo racconto premesse da tempo nella sua mente e che finalmente fosse giunto il momento di farci tutti partecipi di queste esistenze.
Chiudo con le struggenti parole dello stesso Trevi che tra l'altro danno al titolo un'ulteriore chiave di lettura: "Viviamo due vite, entrambe destinate a finire. La prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene”.

Tempi eccitanti - Naoise Dolan

La voglia, anzi il bisogno, di sentirsi "speciali": ecco cosa affiora dalla lettura di questo entusiasmante romanzo della debuttante irlandese Naoise Dolan, spesso accostata alla giovane scrittrice inglese Sally Rooney autrice di "Persone normali" e "Parlarne tra amici". Il confronto ci può stare anche se io - che ho amato moltissimo la Rooney - ritengo "Tempi eccitanti" ancor più godibile e centrato nello sviluppo delle varie tematiche: l'identità sessuale, il potere del denaro, l'influenza dei social, l'ingresso nella vita adulta, la globalizzazione, ecc.
La scrittura è asciutta, caustica, la narrazione scorrevole, molto divertente ed il ricorso alla prima persona si rivela indovinatissimo perché enfatizza la personalità della protagonista. Sulla trama diciamo solo che narra di un breve periodo della vita di una ventiduenne irlandese che si trasferisce ad Hong Kong per insegnare inglese in una scuola per bambini e dei rapporti interpersonali che crea in questa scintillante e frenetica metropoli. Il resto è tutto da scoprire! ATLANTIDE si conferma ancora una volta una novità molto importante nel panorama editoriale nostrano.

Il mio cuore umano - Nada Malanima

Non amo le autobiografie e neppure i racconti nostalgici in cui si narra dell'Italia che fu, quella contadina e pure un po' retrograda, ma spinta da ragioni personali (da bimba ero ammaliata dalla cantante Nada) ho deciso di prenotare questo libro in biblioteca. Alla fine l'ho letto, anzi divorato, in poche ore e non per soddisfare la mia vena malinconica, ma perché è bellissimo. Si tratta della storia un po' romanzata dell'infanzia di Nada, vissuta in un paesino toscano a cavallo degli anni '50 e '60, ma contemporaneamente è anche storia culturale e popolare dei piccoli centri italiani nel secondo dopoguerra. Lo sguardo su quegli anni è sì un pochino melanconico ma molto più spesso tagliente, sincero, talvolta crudo. E però, anche quando dietro la narrazione si nasconde una critica, essa è sempre fatta con indulgenza, con delicatezza, direi con amore. Non è un libro che pretende di dare lezioni, di fare filosofia, di insegnare qualcosa ma allo stesso tempo si leggono passaggi in cui ognuno di noi può cogliere un modo diverso di guardare alla realtà, di assaporare la vita. Nada pur essendo intimamente coinvolta nella narrazione, appare distaccata quel tanto che basta a trasfigurare i ricordi, si può dire che abilmente "inventi" il vero e renda in questo modo le sue vicende personali delle esperienze collettive.
Insomma un gran bel libro, con una scrittura sorprendente: poetica ed evocativa, ma mai stucchevole.

Biancaneve nel Novecento - Marilù Oliva

Cos'hanno in comune Bianca - una giovanissima donna che vive a Bologna tra gli anni '80 ed i primi anni 2000 - e Lili - un'anziana signora che ha visto bruciati i suoi anni di gioventù nel lager di Buchenwald - le due voci che si alternano nella narrazione in questo bellissimo libro di Marilù Oliva?
Quale sia il legame è facile intuirlo già dalle prime pagine ma ciò non toglie nulla alla narrazione ed alla voglia del lettore di scavare a fondo nelle loro storie; fin da subito si è rapiti dalle loro vicende ma la vera protagonista del romanzo è in realtà una terza donna, Candi, la mamma dura e poco amorevole di Bianca ed è anche colei cui più ci affezioniamo come lettori, odiandola inizialmente ma poi man mano che la storia si dipana, capendola e per certi versi anche apprezzandola.
Non voglio spoilerare nulla, ma leggete assolutamente questo libro che commuove e fa riflettere allo stesso tempo su numerosi temi: c'è la Storia con la esse maiuscola (i campi di sterminio naturalmente, ma anche l'attentato alla stazione di Bologna e tanti eventi di cronaca che hanno segnato l'Italia di fine secolo scorso) ma anche tante storie personali nelle quali troveremo la malattia, il lutto, la dipendenza da alcol e droghe, la valenza dell'amicizia, la scelta di essere o meno genitori... Ed il finale dolce-amaro è davvero degno delle favole cui il titolo del libro rimanda.
LB

Ritratto di Jennie - Robert Nathan

Il giovane squattrinato e sfiduciato pittore Eben Adams, una sera mentre torna a casa passeggiando attraverso Central Park, incontra Jennie una bimba misteriosa che gioca nella nebbia. Da quella sera la sua vita cambierà, ed Eben conoscerà il mistero e le gioie del vero amore.
Questo breve romanzo é un classico della letteratura americana del '900; pubblicato negli Stati Uniti nel 1940 è però poco noto in Italia: prima della riscoperta di Atlantide nel 2015, era stato pubblicato per l'ultima volta da Mondadori nel 1958. Ci si chiede come mai non abbia avuto le fortune che merita in quanto, pur essendo ormai più che ottantenne, il libro risulta straordinariamente moderno e riesce a parlare d'amore con uno stile ancora estremamente efficace. I temi trattati sono attuali, in particolare affascina il fatto che lo scrittore inviti a riflettere su come i sentimenti, quando davvero puri, possano sfidare e vincere il tempo e le generazioni:  l'amore infatti non è altro che cura e attesa. Il tono fantastico, sfumato ed un po' surreale del libro ci avvolge dall'inizio alla fine senza mai risultare pesante od opprimente ma anzi rendendo la nostra esperienza di lettura assolutamente preziosa.

Adorazione - Alice Urciuolo

La trama di questo libro ruota intorno alle vicende di un gruppo di ragazzi tra i 16 ed i 20 anni di Pontinia, una cittadina del basso Lazio in provincia di Latina. Sulla loro voglia di spensieratezza incombe un delitto, un femminicidio: l'assassinio di una loro coetanea, Elena, da parte del suo ragazzo Enrico. In pratica questo evento ha coinvolto due amici dei protagonisti del romanzo che si trovano dunque a far fronte a questa tragedia immane di cui però a Pontinia nessuno parla. E questo perché molti dei motivi che hanno portato alla morte di Elena sono gli stessi che stanno alla base delle tante relazioni "tossiche" che esistono all'interno del romanzo. Il paeseha rimosso questa morte per non affrontare il proprio fallimento nel riconoscere quel substrato patriarcale che domina i rapporti tra le persone, giovani e meno giovani, che lo abitano. Elena di fatto è solo l'estrema conseguenza di ciò che può accadere in una società con matrice così radicalmente maschilista.
La storia narrata avviene un anno dopo la tragedia ed è come una presa di coscienza collettiva a posteriori, vengono "riletti" i comportamenti di Enrico e ci si scontra con la dolorosa scoperta di aver trascurato certi suoi atteggiamenti che solo ora appaiono così evidentemente malati.
Soprattutto i personaggi maschili sono in crisi perché i ragazzi si sentono in dovere di incarnare quel modello di uomo duro e macho così radicato nelle proprie famiglie e nel loro stesso gruppo di adolescenti, ma cominciano contemporaneamente a rendersi conto che quella maschera di maschio forte ed intransigente se indossata troppo a lungo può portarli a superare i limiti ed a diventare prevaricatori se non, talvolta, addirittura aggressori.
Il titolo del libro, "Adorazione", è azzeccatissimo perché rimanda al lato negativo dell'amore, a quei risvolti che lo fanno diventare troppo facilmente un sentimento possessivo. Gianmarco adora Vanessa che però si sente soffocare dalle sue attenzioni; Vera adora il fratello Giorgio il quale crede di poter ricambiare questo affetto "proteggendola" dagli sguardi dei ragazzi senza rendersi conto che invece così facendo di fatto si intromette nella vita della sorella. Christian adora Vera ma non vuole lasciare la fidanzata storica Teresa per un non meglio precisato senso di onestà ed onore. E così via...
Insomma un libro gradevole e a suo modo interessante anche se all'inizio ho faticato nella lettura per la presenza di troppi personaggi anche inutili (e quindi un sacco di nomi propri!) che mi confondevano e per alcuni passaggi un pochino troppo "scontati".
Diciamo che avrei preferito altri come finalisti al premio Strega ma tutto sommato un buon esordio per questa giovane autrice.

La nostra furiosa amicizia - Rufi Thorpe

Michael e Bunny sono due ragazzini quando si incontrano nella California dei primi anni 2000: entrambi si sentono "diversi" (lui perché gay, lei perché esageratamente alta e robusta rispetto alle sue coetanee) e proprio per questo si riconoscono all'istante. Le loro esperienze familiari sono molto differenti: Michael vive con la zia perché la madre, uscita di prigione dopo aver ferito il marito che la picchiava, ha preferito così e suo padre ha scelto di non curarsi più dei figli; Bunny vive con il papà alcolista ed affarista mentre la mamma è morta quando era bambina. Michael non ha un quattrino e condivide la camera con un insopportabile cugino, Bunny è ricca, ha una casa enorme pacchianamente arredata e provvista di piscina. Inoltre lui è un tipo tranquillo e molto bravo a scuola mentre lei racimola solo brutti voti ma emerge come star della squadra di pallavolo dell'istituto. Eppure sono ben più simili di quanto si possa immaginare e diventano inseparabili perché ognuno accetta ed ama l'altro per quello che è. L'ultimo anno di liceo però Bunny è protagonista di un fatto irreparabile che insinua dei dubbi in Michael: è sempre sicuro dell'affetto che Bunny prova per lui ma non sa se riuscirà a conciliare la nuova versione dell'amica che il comportamento della ragazza ha messo in luce. Ciò porta ad un inevitabile allontanamento tra i due che finiranno per ritrovarsi solo in età adulta. Non ci sarà un riavvicinamento con il più classico dei lieti fine, ma la sensazione al termine della storia è comunque che l'affetto prevalga ancora su tutto perché forse l'amicizia ancor più dell'amore deriva da una reciproca scelta irrazionale.
Mi sono approcciata a questo libro convinta che potesse essere una lettura leggera e che mi permettesse di ripensare a quelle furiose amicizie della mia adolescenza, quando tutto nel mio immaginario era destinato ad avere un peso importante, definitivo, vitale. Invece mi sono ritrovata catapultata in un eccellente romanzo di formazione - rivolto però agli adulti - che tratta con maestria temi importanti e finanche scomodi: oltre a quelli più ovvi (la sessualità in un corpo che cambia, la diversità, l'accettazione di noi stessi ecc.) comunque trattati con un occhio attento al particolare, quasi a creare dei "close up", la scrittrice getta uno sguardo sul mondo della giustizia negli USA, influenzata da una radicata visione patriarcale della società, si interroga sul valore del carcere come strumento correttivo, specie per i giovani, analizza la violenza come sinonimo di autorevolezza. E ancora possiamo trovare molti altri spunti di riflessione inseriti in una trama complessa, intrigante, travolgente ed esposta con un linguaggio accattivante.
Quel che alla fine resta dopo questa indimenticabile lettura è la speranza che, sebbene nella vita "tutto fa un po' male" (cit.), l'amore di un vero amico possa donarci
la piena certezza di essere finalmente visti,  compresi e riconosciuti.

La casa sul lago - David James Poissant

Spesso uno dei motivi per cui ci affezioniamo ad un libro, più ancora perché la trama è godibile, è perché ci piacciono i personaggi. Non è quel che mi accaduto leggendo "La casa sul lago": i protagonisti (due genitori intorno ai 70 anni, i loro due figli circa trentenni con i rispettivi partners) sanno come apparire antipatici, fastidiosi talvolta. Ma non per questo non ti appassioni alle loro vite, anzi più che mai cerchi di comprendere le loro scelte e comunque finisci per parteggiare per l'uno piuttosto che per l'altro.
La casa sul lago è il trait d'union di questa famiglia che da decenni vi trascorre le vacanze estive, ma improvvisamente la madre decide che deve essere messa in vendita e tutti insieme vi si ritrovano per un ultimo weekend; anche a causa di una tragedia che li vede coinvolti in prima persona (un bimbo annega nonostante il tentativo di salvataggio di uno dei figli) i giorni non scorrono lieti come si erano ripromessi; affiorano invece dubbi ed incertezze sui sentimenti che legano tra loro i sei protagonisti, vengono alla luce segreti a lungo nascosti, i vizi di ognuno trovano modo di esser messi in risalto.
Nessuno di loro è oggi quel che era ieri e neppure è quel che gli altri credono che sia: i desideri e le aspettative mutano negli anni ed è compito di ogni protagonista far sì che i cambiamenti che avvengono dentro se stessi non li allontanino definitivamente l'uno dall'altro. Forse è proprio questa l'essenza dell'amore, accettare di cambiare insieme.

Due vite - Emanuele Trevi

Come definire questo breve ma intenso libro di Emanuele Trevi? Memoir, biografia, saggio letterario, diario intimistico...
In realtà esso sfugge ad ognuna di queste definizioni pur comprendendole tutte.
Trevi scrive di suoi due amici, Rocco Carbone e Pia Pera (entrambi scrittori) che non ci sono più: sono mancati l'uno a 46 anni per un incidente in motorino, l'altra a 60 anni dopo una malattia. Trevi dunque parla di queste "due vite": descrive i caratteri dei due amici e la relazione a tre che lo coinvolge direttamente, ma va anche oltre, offrendoci riflessioni sulla morte prematura, sul rapporto tra la produzione artistica e la personalità di un autore, sulla necessità di guardare oltre agli inevitabili intralci disseminati lungo il nostro cammino.
Trevi scrive onestamente dei suoi amici, sottolineandone anche i difetti - soprattutto di Rocco, che era un tipo un po' cupo e spinoso - ma il suo cuore trabocca di dolcezza nei loro confronti e ciò lascia nel lettore la sensazione che questo racconto premesse da tempo nella sua mente e che finalmente fosse giunto il momento di farci tutti partecipi di queste esistenze.
Chiudo con le struggenti parole dello stesso Trevi che tra l'altro danno al titolo un'ulteriore chiave di lettura: "Viviamo due vite, entrambe destinate a finire. La prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene”.

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