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Il serpente dell'Essex - Sarah Perry

Romanzo che intreccia magistralmente molte storie: un mitologico ed elusivo "serpente dell'Essex" periodicamente - a distanza di secoli - infesta la foce del fiume Blackwater. Una giovane e facoltosa vedova vittoriana, Cora Seaborne, non ancora consapevole di essere finalmente libera da un marito-padrone perfido e violento, segue la propria passione per la nascente scienza della paleontologia, si convince che il "serpente" sia una sorta di fossile vivente, e si reca nell'Essex col figlio e un'amica. Qui incontra il pastore William Ransome, con la sua famiglia, e l'appassionata e sofferente moglie Stella. Una schiera di amici e conoscenti è coinvolta in questo nuovo ambiente, tra cui il geniale chirurgo Luke Garrett, che ha curato il marito di Cora, di cui è perdutamente innamorato, senza speranza. Tra Will e Cora sono scintille, ma il senso di colpa è terribile, come il tanfo di putrefazione che, dicono nei villaggi, annuncia la presenza del "serpente dell'Essex"...

Sei come sei - Melania G. Mazzucco

E' un romanzo per chi è disposto a partire dal postulato che "niente di ciò che è umano mi è estraneo". Le tematiche sono scabrose: coppia omosessuale, figlia nata con la fecondazione assistita, da madre surrogata... Eppure, a mente aperta, e superato lo scoglio delle prime pagine, a mio avviso abbastanza superflue, ma forse immancabili in un libro della dottissima Melania Mazzucco, si entra in una narrazione emozionante, che si muove fluidamente con grandissima sensibilità e abilità sui sentieri complessi dei sentimenti, delle situazioni, della varia ed inedita umanità incarnata nei personaggi. Eva Gagliardi è una ragazzina sull'orlo dell'adolescenza che riesce a districarsi in una situazione dolorosissima con la forza profonda e leggera di un elfo. Con gli altri personaggi, primo fra tutti il padre Giose, è capace di incidere un ricordo che sicuramente modificherà il nostro giudizio sulle spinose tematiche toccate impavidamente dalla Mazzucco in questo libro, ahimè troppo breve.

Marina Bellezza - Silvia Avallone

Il romanzo inizia il 20 giugno 2012 e finisce il 15 aprile 2013. L'autrice congeda il libro con la data "Bologna, 31 maggio 2013". E' cronaca. Cronaca battente ed incalzante dei nostri giorni, che Silvia Avallone descrive scanditi di delusione, amarezza, a volte disperazione. Marina Bellezza, aspirante pop star, e Andrea Caucino, aspirante pastore, rappresentano due polarità, due modi di vivere e pensare che vanno in direzioni opposte seguendo piste erratiche che continuamente si intersecano, si ostacolano, si rafforzano, si distruggono. Il loro incandescente amore in qualche modo li purifica, e nella sua intrinseca impossibilità li fa rapidamente crescere, li rende adulti. Le loro emozioni, descritte in tempo reale con puntualità ossessiva, ci tengono in scacco, battono il tamburo del tempo. Alla fine, ci viene da prenderli a schiaffi entrambi, Marina nella sua strafottenza, Andrea nella sua caparbietà talebana. Ma è questo che vuole la Avallone. E, pur con qualche sbavatura logica, è questo che fa di “Marina Bellezza” uno splendido e doloroso romanzo.

L' ultima fuggitiva - Tracy Chevalier

Lo splendido nuovo romanzo di Tracy Chevalier ha un solo difetto: finisce presto! No, in realtà forse non è un capolavoro assoluto, ma è così affascinante, coinvolgente, equilibrato... Ha una protagonista meravigliosa: la giovane quacchera Honor Bright, che, a metà Ottocento, d'impulso segue la sorella che va a sposarsi in America, lasciando il natio Dorset, la famiglia, una vita preordinata e comoda. Rimasta presto sola, capita nell'Ohio, in un rozzo avamposto ancora immerso nella natura selvaggia, in un villaggio di "Amici", al centro di una rete di contatti che aiuta gli schiavi fuggitivi. E qui la silenziosa e timida Honor incontra una donna di altissimo altruismo, ma non fra i retti, morigerati e rigidi Quaccheri. Incontra un uomo pericoloso, seducente, irredimibile e nemico, che si farà gioco dei principi e della coscienza della giovane. Un uomo demonio, che gioca con la vita e la morte. E ci sono anche due angeli custodi, nelle singolari vesti di un'anziana donna nera e di una colorata e cinica modista. Honor Bright, con la sua cuffietta grigia foderata di giallo, che caparbiamente segue la Luce nel suo spirito, attraverso le asprezze della vita di frontiera, e le scelte laceranti che la assediano: non la dimenticheremo facilmente!

ˆUn ‰giorno ci racconteremo tutto - Daniela Krien

"Resusciteremo senz'altro, e ci vedremo e ci racconteremo l'un l'altro allegramente e gioiosamente tutto ciò che è stato": queste sono parole di Aljòscia nell'ultimo capitolo del potente romanzo di Dostoevskji "I fratelli Karamazov". Ecco spiegato il titolo del delicato romanzo di Daniela Krien, racconto di un amore tormentato ed impossibile sullo sfondo della Germania appena riunificata del 1990. La morte di un sistema rovescia le carte di tante esistenze, la speranza e la disperazione ballano il valzer, e soltanto chi è giovane ed innocente può credere e sperare davvero in un futuro luminoso.

Il mondo deve sapere - Michela Murgia

Divertente, disperante, illuminante, cabarettistico... questo libro (che Michela definisce nella sua postfazione del 2010 "non un romanzo ma un esorcismo") è la quasi trascrizione di un blog che l'autrice ha aggiornato nel periodo di lavoro come telefonista nel call-center della Kirby, ditta americana che vende (vendeva?) aspirapolvere. Il pirotecnico sarcasmo che lo rende divertentissimo è svelato dalla Murgia per quello che è: una reazione di autentica aggressione ad una condizione di lavoro perversa, alienante, profondamente falsa ed immorale. E' il lavoro di oggi. E' ancora drammatica attualità. Il lavoro degli schiavi "flessibili", dei servi infimi del consumismo, di quelli che ogni giorno con fastidio mandiamo a quel paese al telefono, perchè in tutti i modi cercano di venderci qualcosa che in realtà non ci serve. Anzi! E li mandiamo al quel paese con ragione (per capire perchè, basta leggere il libro). Una risata amara in faccia a tutto un mondo assurdo, e sempre al limite tra legittimo ed illegale. Infatti, le filiali italiane della Kirby, negli scorsi anni, in seguito a denunce per truffa, sono state fatte oggetto di ispezioni, alcuni addetti sono stati arrestati, e tutta la fanfara del vannamarchismo italico si è esibita anche in questo caso. Amarezza, sì, ma piena di vigore e volontà di ristabilire un po' di giustizia.

Il tempo è un dio breve - Mariapia Veladiano

Un romanzo inconsueto, straordinario, dove ogni pagina, e quasi ogni singola frase, sarebbero da trascrivere in un immaginario "quaderno delle citazioni sui fondamenti dell'esistenza umana". Un romanzo serio, analitico e poetico, che richiama la prosa di Dostoevskji. Parla un linguaggio del tutto inconsueto, quello della Fede e di una vita che si confronta quotidianamente con la presenza e la volontà di Dio. Parla di una donna ricca e colta che soffre intensamente, e la sua sofferenza nasce essenzialmente dall'aver messo al mondo un figlio, e con il figlio la potenzialità della sua morte. La ferita esistenziale primaria. Ildegarda (nome significativo, che si richiama alla Santa mistica medievale) si confronta anche con un marito affascinante e debolissimo, che non si sente in grado di accudire al figlio, e li abbandona entrambi, rifacendosi una vita all'estero. Tenta di spiegare tutto, di scusare tutto e tutti. Ildegarda cerca di parare i colpi e di difendere il suo bambino, arrancando a volte molto vicina al baratro della disperazione. Ma provvidenzialmente (mai come in questo caso l'avverbio ha il suo pieno significato), in un luogo magico ed isolato, incontra un uomo in grado di sanare la sua solitudine, di fronteggiare le sue paure, e forse di salvare suo figlio da una nuova tempesta incombente. Il libro è una sorta di percorso verso la luce, che forse può aiutare i lettori a ritrovare un sentiero – non facile, ma limpido - verso una fondata speranza.

Il corpo umano - Paolo Giordano

Questo romanzo mi sta facendo pensare da alcuni giorni . La ricchezza e ed efficacia del linguaggio, la chiarezza e l’attendibilità della trama, il ritmo della narrazione, sono notevoli, tanto che la lettura è veramente avvincente. E’ un romanzo di guerra, nato da un reportage giornalistico pubblicato a gennaio 2011 sul settimanale “Vanity Fair” (“Natale con i Talebani”).
Un avamposto tenuto da qualche decina di Alpini, nel deserto afghano, la “forward operating base”, FOB, “Ice”. I soldati, quasi assediati in una “bolla” iperprotetta, in contatto soltanto telematico con i comandi, e visitati dai lanci di rifornimento degli elicotteri, sono impegnati in sporadici compiti di pattuglia, in un generico “mantenimento dell’ordine”, nella distribuzione di viveri e medicine agli Afghani, e nell’addestramento delle forze di polizia locali contro i Talebani. In pratica passano quasi tutto il tempo a cercare di vivere al meglio nella scomodissima situazione di isolamento e precarietà della base, senza conoscere nulla dell’ambiente circostante, del territorio, della gente che vi abita (“nemici” e “civili”), della lingua, delle condizioni di vita. E senza tanto interrogarsi. Forse soltanto pochi agenti della fantomatica “intelligence”, che si aggirano tra le postazioni come la FOB “Ice”, hanno un’idea del quadro d’insieme. Le vicende personali dei militari, i loro ricordi, la ragione della loro scelta di essere soldati, si fondono con la quotidianità dell’avamposto, e in qualche modo la modellano e determinano. Alessandro Egitto, tenente medico, è la voce narrante più consapevole e dolente. Ma anche altri comprimari raccontano di sé, in una sorta di Spoon River dei vivi e dei morituri. Retorica militarista, momenti di contatto con la popolazione, episodi da caserma, rapporti familiari malati e morbosi, pensieri ossessionanti ed autocentrati, si avviluppano in un coro di voci dissonanti, dove ogni tanto irrompe il lampo violento della macelleria di guerra (la testa mozzata del camionista afghano, l’episodio del Lince che salta su una mina: ben descritti).
Però, continuando a leggere, sento che manca qualcosa. Nella generale “mozione d’affetti”, manca un po’ di autocoscienza civile. Viene spontaneo chiedersi: perché vanno in guerra questi Alpini? E’ perché George Bush Jr. ha ordinato di attaccare l’Afghanistan dei Talebani 10 anni fa, in seguito all’attentato del World Trade Center, quando bisognava vendicare e difendere la nostra civiltà? O vanno perché è un lavoro molto sporco, e molto ben pagato, che non tutti possono fare, e non importa se ha senso, o se il gioco vale la candela? Mi sembra che questo elementare pensiero non venga in mente a nessuno. Addirittura, quando il maresciallo Renè rinuncia alla carriera militare “per amore”, e passa ad un lavoro normale, sembra, e si sente, letteralmente “degradato”. Quand’ero una ragazza, vedevo i miei coetanei americani manifestare contro la guerra del Vietnam, e difficilmente ad uno di noi sarebbe parso attraente fare della guerra un mestiere. La guerra è distruzione sistematica, mentre è evidente che il lavoro, qualsiasi lavoro umano, ha come finalità una forma di benessere. Invece, gli Alpini che descrive Giordano (probabilmente con cognizione di causa) sembrano impermeabili a qualsiasi disagio rispetto al loro “posto nel mondo”.
E, proprio perché il libro fa molto riflettere, mi chiedo anche ragione di tutte le figure femminili negative, “spostate”, manipolatrici che ci sono nel romanzo (alla fine, si salva sostanzialmente soltanto la soldatessa Zampieri, la meno complessa ed indagata del libro), che quasi ti spingono a fuggire pur di sfuggire a loro, a costo di buttarsi in una guerra?
Insomma, il libro è oggettivamente ben riuscito, ma ricalca la – comprensibile - parzialità di chi fa il militare di professione, e questo, venendo da un autore intelligente che ha voluto calarsi in una situazione complessa ed indagarla a fondo, è un po’ riduttivo, ed anche un po’ triste.

Ultimamente mi sveglio felice - Lisa Corva

Molto contenta di averlo letto! Benedetta/Asmara, donna in carriera - ma sensibile e fragile - del nostro tempo, patisce la mancanza di un amore, ed ancora soffre di essere figlia di una madre single e "figlia dei fiori". Benedetta ha modi, pensieri e sterotipi delle donne d'oggi, che, quando sono professioniste rampanti, solcano i cieli del mondo, e dormono con due cellulari d'ultima generazione sul cuscino, non prima di aver riscaldato il letto con il phon. La vita di relazione è spostata per più della metà sul piano telematico, ma la nostalgia di sentimenti veri non è meno autentica e tormentosa. Mai chiusa alla speranza, che, come nell'ultima delle citazioni "cheap" di Benedetta, "... è quella cosa piumata che si posa sull'anima, canta melodie senza parole e non smette mai" (a voi il divertimento di rintracciare l'Autrice)

La figlia del boia - Oliver Potzsch

Bel tomo consistente, che attrae per l'argomento (è un romanzo storico ambientato nella Baviera del 17° secolo), e i protagonisti (un boia umanista, un giovane medico idealista ed avventuroso, la giovane ed ardimentosa figlia del boia - del titolo - ), impegnati ad evitare la condanna al rogo di una presunta strega, e contemporaneamente a risolvere il mistero degli omicidi efferati di alcuni bambini. Natura gotica e personaggi vivissimi afferrano per molte pagine di una narrazione densa, poco introspettiva, a volte da thriller. Nonostante questo, non emoziona come dovrebbe, e non se ne afferra la ragione.

Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

Delizioso! un romanzo lieve sull'amore e l'innamoramento, e sull'inesausta capacità di innamorarsi anche quando l'età suggerirebbe, saggiamente, di evitare di esporsi ancora. Un romanzo che svela anche i meccanismi del "fare cultura" come lavoro. Molto sincero e simpatico da leggere. Memorabili le ultime due pagine, pronte per innumerevoli citazioni.

Stephanie ammazza 7 - Janet Evanovich

Deliziosa Stephanie Plum! Ogni volta, mentre sto leggendo un romanzo di questa serie sono di buon umore, e qualche volta mi scappa anche qualche incongrua risatina sotto i baffi. Peccato che dura poco. Nel senso che in poche ore il libro è sbafato. Per fortuna che ci sono altri 12 volumi ancora da tradurre, là nel lontano West... I love you, Steph: comica, caotica, sincera, coraggiosa e piena di buon senso; avercene, di anti-eroine come te!

R: Indagine 40814 - Luca Valente

Veramente ben scritto, coinvolgente e degno di ben figurare nel panorama del thriller. Naturalmente, per noi "indigeni" c'è il valore aggiunto di essere ambientato nei nostri luoghi, fatto che aggiunge mordente alla curiosità, anche dei fatti storici descritti. Ad esempio, interessante la descrizione della situazione "locale" dei giorni convulsi alla fine della seconda guerra mondiale, e degli episodi di violenza gratuita dei partigiani sulle truppe tedesche in fuga, in particolare verso Staro, attraverso il passo Xon. Ne avevo sentito parlare da mio padre, allora ragazzino, terrorizzato testimone diretto. La preparazione storica specifica permette all'Autore una scioltezza ed una credibilità straordinaria. Il romanzo è comunque affrancato dalla tara del localismo, che a vole tarpa le ali ai nostri scrittori vicentini. Bravissimo!

Tranquille dentro - Ludovica Scarpa

Se un libro può aiutarti seriamente a star meglio è un grandissimo libro. E’ questo il caso di “Tranquille dentro”, adatto a madri di figli dall’infanzia all’età adulta. Un libro che fotografa in maniera rivelatoria, fulminante, alcuni atteggiamenti e pensieri che letteralmente minano la relazione tra madri e figli, ed offre semplici consigli per stare meglio insieme. Mi propongo di lettere tutti i libri disponibili di Ludovica Scarpa, alla quale sono molto grata. Utilissimi,se come questo primo che ho letto, mi daranno chiavi inedite per capire e combattere i pensieri dolorosi, distruttivi e inutili che rendono pesanti le mie giornate, la mia vita.

Cinquanta sfumature di grigio - E. L. James

Lo so: la recensione di una anonima lettrice vale poco, in confronto all’indiscutibile successo di un best seller che si è trasformato in un fenomeno mediatico imponente, qual è quello suscitato dalla furba e fortunata signora Erika Leonard. Confesso di aver letto in tutto una ventina di pagine, a caso, del primo volume: cercavo le pagine "giuste"... quelle del sesso estremo, ma che fatica, e che noia!
Ma il fenomeno “150 sfumature (50 in grigio, 50 in nero, 50 in rosso, totale Euro 49,70)” merita una riflessione extra-letteraria. Mi è venuto in mente il film "Nove settimane e mezzo", vecchio di oltre 25 anni. Nel film, tra l'altro corredato di memorabili e patinate trovate erotiche, Kim Basinger finiva per lasciare l'allora bellissimo ed intrigante Mickey Rourke, malgrado il travolgente innamoramento, perchè capiva che il rapporto sbilanciato tra loro la stava rendendo vittima per sempre. Nei libri della "James" (per quel poco che capisco, non essendo riuscita a reggere a lungo la poverissima narrazione) la stupidina della protagonista si cala invece a fondo e voluttuosamente in una relazione sadomaso, cadendo a pera cotta nel consueto errore che ha funestato mille generazioni di donne: e coltiva il pensiero sbagliatissimo: “io lo cambierò….” , o l’altrettanto sbagliatissima variante: “solo per me, lui cambierà”. Ecco, Erika Leonard, ce l’ho con te per questo! Hai scritto un best seller planetario , e ben ti venga!, ma potevi risparmiarti di plagiare tante anime ingenue, che, attratte dalla spregiudicatezza delle tue righe “hard”, macineranno nelle loro testoline mille giustificazioni alla millenaria nostra sottomissione. Un significativo contributo ad bel passo indietro, alla faccia della “pari dignità”.

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