Alfred Jarry nacque nel 1873 a Laval, in Francia, e morì nel 1907, a soli 34 anni, a Parigi. La sua opera tuttavia è carica di un’energia che influenzerà moltissimo le correnti artistiche e letterarie del primo Novecento - e i cui esiti ancora oggi perdurano.


 

L’opera più famosa di Jarry è l’opera teatrale Ubu Re rappresentata per la prima volta il 10 dicembre del 1896 al Théâtre de l'Œuvre di Parigi e fu uno scandalo: è infatti particolarmente celebre l’inizio dell’opera in cui il protagonista esordisce dicendo “Merdre!”.

 

Lo spirito dissacrante e, per molti aspetti, votato al nonsense, permea completamente l’opera, sempre in forma leggera e divertita; ma fin dall’inizio, dalla sua pubblicazione a stampa, se ne poteva percepire una sorta di avvertimento: i due ritratti del protagonista, Padre Ubu, disegnati dallo stesso Jarry, sono grotteschi e non possono certamente indicare lo stesso soggetto, come potete vedere dalle prime pagine dell’opera (offerta dal progetto Gallica della Bibliothèque nationale de France).

 

Dal 24 gennaio al 10 maggio presso The Morgan Library & Museum di New York è in corso la mostra Alfred Jarry: The Carnival of Being: vista la situazione d’emergenza, la mostra è attualmente offerta gratuitamente online, e potete esplorarne gli scritti, i disegni, le vicende biografiche e le influenze. Un’altra bella mostra online, sempre dellaMorgan, sempre disponibile in questo periodo è Jean-Jacques Lequeu: Visionary Architect. Drawings from the Bibliothèque nationale de France.  

 

Fu proprio questo spirito dissacrante e libero che fece mettere in moto tante diverse realtà, in maniera diretta o indiretta, tra cui non possiamo certo scordare Guillaume Apollinaire, particolarmente celebre per i suoi Calligrammes, le “poesie disegnate” di cui potete vedere uno splendido esempio: 


Reconnais-toi

Cette adorable personne c’est toi

Sous le grand chapeau canotier

Oeil 

Nez

La bouche

Voici l’ovale de ta figure

Ton cou exquis

Voici enfin l’imparfaite image de ton buste adoré

vu comme à travers un nuage 

Un peu plus bas c’est ton coeur qui bat

 

Riconosciti

Questa adorabile persona sei tu

Sotto il grande cappello da canottiere

Occhio 

Naso

La bocca

Ecco l’ovale del tuo volto

Il tuo collo squisito

Ecco infine l’immagine imperfetta del tuo busto adorato

Visto come attraverso una nuvola

Un po’ più sotto c’è il tuo cuore che batte


Anche alcune tra le più celebri avanguardie di inizio secolo come il surrealismo, il dadaismo e il futurismo, recupereranno la lezione ubuesca: per il futurismo (il cui manifesto fu pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti a Parigi, su Le Figaro, nel 1909) si trattò di rompere radicalmente con la tradizione precedente con una sorta di antagonismo bellicoso; mentre il surrealismo e il dadaismo nacquero dopo la tragedia della conflitto mondiale appena trascorso, e si posero quindi su un piano meno belligerante, ma più attento alle torsioni del senso, sia nella parola che nelle arti figurative.

 

Ma forse fu soprattutto il teatro a raccogliere gli spunti di Jarry: nel primo dopoguerra infatti l’autore Antonin Artaud, fondatore del teatro della crudeltà, fondò nel 1926 il Théâtre Alfred Jarry, proprio in onore dell’autore di Ubu Re; e più tardi sarà il teatro dell’assurdo a raccogliere una sorta di testimone ideale attraverso nomi importantissimi come l’autore di Aspettando Godot, Samuel Beckett e Eugène Ionesco in Francia, e Harold Pinter in Inghilterra.

 

Infine, nella letteratura: oltre al grande successo del personaggio teatrale di Ubu, Jarry inventò anche la patafisica, ovvero la scienza delle soluzioni immaginarie, la quale si occupa di studiare le eccezioni e i casi particolari. Furono numerosissimi gli autori che ripresero questi spunti fino a creare nel 1948 il Collegio di Patafisica e nel 1960 l’OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle, Officina di Letteratura Potenziale), che poi fu ripresa anche in Italia come OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale), e a cui aderì, tra gli altri, Edoardo Sanguineti.

 

Dell’OuLiPo francese, che vide anche la partecipazione di Italo Calvino con un piccolo sillabario illustrato, ricordiamo specialmente Raymond Queneau autore celebre in Italia per Esercizi di Stile (per la traduzione/riscrittura di Umberto Eco), ma degno di attenzione per numerosissime altre opere tra cui, per singolarità, citiamo volentieri Cent Mille Milliards de Poèmes


 

Si tratta di un’opera di poesia di poesia combinatoria, in cui ci sono 10 sonetti differenti composti con lo stesso schema di rime: sarà il lettore a scegliere quale combinazioni di versi leggere, e quindi quale sonetto; da una prospettiva matematica il numero di combinazioni possibili è di Cento Mila Miliardi (di sonetti), esattamente il titolo dell’opera.

Lo stesso Queneau ha calcolato che non è possibile leggerli tutti:

"contando 45s per leggere un sonetto e 15s per girare le strisce, e ipotizzando di farlo per 8 ore al giorno, 200 giorni l'anno, avremmo più di un milione di secoli di lettura da fare, e, considerando invece di leggere per tutto il giorno per 365 giorni l'anno scenderemmo comunque a ben 190 258 751 anni (ignorando anni bisestili e altri dettagli)"

ma, se ne volete sfogliare qualcuno nella versione interattiva, potete provare qui!