Lo striscione che potete vedere nell’immagine fa parte di quella serie di iniziative che nella seconda metà dell’Ottocento vennero a formarsi in tutto il mondo, il cui scopo era quello di ottenere maggiori diritti a tutela dei lavoratori, nello specifico attraverso una più equa ripartizione dei tempi di lavoro e riposo, garantendo anche la possibilità di avere del tempo libero.

Queste campagne di protesta e sensibilizzazione verso i lavoratori crebbero sia di numero che di intensità negli ultimi due decenni dell’Ottocento, sfociando talvolta anche in manifestazioni che vennero represse con la violenza: è il caso dell’emblematica rivolta di Haymarket, avvenuta a Chicago nel 1886. Nel corso di uno sciopero dei lavoratori supportato da attivisti, qualcuno lanciò una bomba sugli agenti di polizia presenti e, nello scontro a fuoco che ne seguì, morirono diversi agenti e civili; nei giorni seguenti ci furono altre manifestazioni di protesta dei lavoratori, represse dagli agenti: l’intera vicenda si concluse con la condanna a morte di otto lavoratori anarchici tedeschi.

In queste immagini possiamo vedere un’illustrazione dai quotidiani dell’epoca e un volantino di convocazione a un’assemblea di operai per discutere dei primi eventi del primo maggio.





In tempi relativamente brevi la notizia si diffuse anche in tutta Europa, diventando oggetto di discussione tra gli anarchici e i socialisti: May Day - About the International Workers' Holiday in questo portale (in lingua inglese), si possono trovare numerosi documenti che ricostruiscono dal punto di vista delle sinistre comuniste e socialiste del tempo la vicenda delle varie dichiarazioni e dei principali eventi che riguardano la Festa internazionale del Lavoro. Per quanto riguarda l’Europa, alla Seconda Internazionale di Parigi, nel 1889, la questione venne ufficializzata e, in Italia, nel 1890 il periodico di Forlì “La rivendicazione” proponeva un articolo di cui vi proponiamo l’incipit:

 

Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento. Nei Congressi di Parigi, ai quali pure noi prendemmo parte, fu deliberato che in tutto il mondo dovesse nascere un’agitazione seria, ponderatissima, per la giornata legale di 8 ore di lavoro: e che questa avesse principio col 1° Maggio prossimo venturo.



Tuttavia, benché le intenzioni e le manifestazioni ci fossero, come testimoniato dal filmato Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria (importante anche per essere il secondo filmato ad essere stato girato in Puglia), ci volle parecchio più tempo perché, in Italia, venissero concesse ai lavoratori le “otto ore”. Soltanto nel 1923, infatti, con il Regio Decreto 692 15 marzo 1923 (Gazzetta Ufficiale, serie storica), si stabilisce che la giornata lavorativa non potrà superare le 8 ore al giorno, o comunque le 48 ore settimanali: la celebrazione del primo maggio era comunque un momento sentito da parte dei lavoratori. 

 

Con l’avvento del Fascismo, però, il regime si appropria di una celebrazione antagonista, mantenendone in un certo senso il contenuto, ma privandola della forma: possiamo intenderla come un’accorta azione di immagine: non venne esplicitamente eliminata la festività, ma il suo significato, legato alla lotta delle classi operaie, fu trasferito su un’altra ricorrenza, spostandone la celebrazione dal 1 maggio al 21 aprile, in concomitanza con i natali di Roma: Natale di Roma/ La festa del lavoro La promulgazione della Carta del Lavoro. Dal 1924 al 1944 il 21 aprile sarà la data della festa del lavoro: con la fine della guerra però la festività viene ripristinata al primo maggio. 

 

È interessante riprendere il tema del lavoro anche in funzione della nascita della Repubblica: il primo articolo della nostra Costituzione, infatti, stabilisce esplicitamente che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro; e proprio FONDATA SUL LAVORO è il titolo della pubblicazione  del Senato della Repubblica, che ricostruisce il ruolo del lavoro nel nostro ordinamento attraverso gli articoli della Costituzione e i lavori della Costituente.  

 

Una serie di interessanti approfondimenti vengono proposti da RaiCultura nello Speciale Primo maggio: approfondimenti su scioperi e sindacati, sulla classe operaia e sugli eventi di Portella della Ginestra, che nel 1947 segnarono con una strage la celebrazione del primo maggio.

 

La cineteca di Milano, oltre ad alcuni approfondimenti tematici, mette a disposizione alcuni filmati significativi, per seguire lo sviluppo del lavoro specialmente industriale nel nostro paese: così in Visita Di Sm Il Re Vittorio Emanuele III Allo Stabilimento Pirelli Alla Bicocca del 1927, possiamo seguire una visita del re a una grande industria, o in Un Giorno All'olivetti - Visitando La Fabbrica Di Ivrea del 1946, entriamo in una delle più interessanti industrie italiane di sempre.

 

Il portale della canzone italiana ha creato una playlist: Canzoni e lavoro curata dagli storici musicali Luciano Ceri e Paolo Prato, mentre TecheRai propone I canti del lavoro e altri programmi storici come l’inchiesta sull’occupazione femminile  La donna che lavora del 1959.


Questo giorno è un momento per ricordare tutti questi eventi, spesso tragici, che hanno accompagnato la nostra storia, ed è un’occasione per riflettere anche su quali sono le condizioni di lavoro odierne. Evento tipico e ricorrente, dal 1990, è il concerto del primo maggio in piazza San Giovanni in Laterano a Roma: quest’anno si svolgerà in diretta su Rai3 dalle 20:00 alle 24:00 e sul sito https://www.primomaggio.net/ potete trovare maggiori informazioni.