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Marina Bellezza
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Avallone, Silvia

Marina Bellezza

[Milano] : Rizzoli, 2013

Abstract: Marina ha vent'anni e una bellezza assoluta. E cresciuta inseguendo l'affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all'ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla.

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Il romanzo inizia il 20 giugno 2012 e finisce il 15 aprile 2013. L'autrice congeda il libro con la data "Bologna, 31 maggio 2013". E' cronaca. Cronaca battente ed incalzante dei nostri giorni, che Silvia Avallone descrive scanditi di delusione, amarezza, a volte disperazione. Marina Bellezza, aspirante pop star, e Andrea Caucino, aspirante pastore, rappresentano due polarità, due modi di vivere e pensare che vanno in direzioni opposte seguendo piste erratiche che continuamente si intersecano, si ostacolano, si rafforzano, si distruggono. Il loro incandescente amore in qualche modo li purifica, e nella sua intrinseca impossibilità li fa rapidamente crescere, li rende adulti. Le loro emozioni, descritte in tempo reale con puntualità ossessiva, ci tengono in scacco, battono il tamburo del tempo. Alla fine, ci viene da prenderli a schiaffi entrambi, Marina nella sua strafottenza, Andrea nella sua caparbietà talebana. Ma è questo che vuole la Avallone. E, pur con qualche sbavatura logica, è questo che fa di “Marina Bellezza” uno splendido e doloroso romanzo.

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