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L' importanza di chiamarsi Ernest [DVD]
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L' importanza di chiamarsi Ernest [DVD]

Milano : Medusa video [distributore], [2004?]

Abstract: Genere: Commedia.

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Sinossi:
Tratto dalla celebre commedia di Oscar Wilde, il film è un susseguirsi di equivoci dal sapore buffo e spassoso, tutti ruotanti attorno al nome “Ernest”, particolarmente gradito da due giovani fanciulle corteggiate da Jack e Algy, spasimanti che fingono, entrambi, di chiamarsi con il suddetto nome per ottenere la loro attenzione.

Punti di forza:
Un ritratto sagace dell'alta società britannica in cui, come afferma Gwendolen – una delle protagoniste femminili - “non è la persona a contare, ma l'apparire”, in questo caso lo sforzo d'essere racchiuso in un nome che può rivelarsi quanto mai ingannevole.

Punti deboli:
Scelte registiche a tratti un po' azzardate: quella del tatuaggio, come quelle che rimandano ad un mondo parallelo, dal sapore cavalleresco, nei momenti di idillio amoroso tra Cecily e Algy.

Curiosità:
Il titolo originale usa un gioco di parole fra l'aggettivo "earnest" (cioè serio, affidabile, onesto) ed il nome proprio "Ernest", che in inglese hanno la medesima pronuncia.
Su questo gioco di parole si fondano tutti i “misunderstandings” della commedia.
In italiano, il titolo è stato tradotto in molte maniere: L'importanza di essere Onesto o, ancora, L'importanza di essere Probo, puntando sul fatto che "Onesto" e "Probo" sono anche nomi propri.
Altre volte si è preferito far riferimento esclusivamente al nome proprio. È il caso della traduzione: L'importanza di chiamarsi Ernesto.
Forse la traduzione più appropriata per mantenere il doppio senso è L'importanza di essere Franco, adottata, però, raramente dalle case editrici italiane.

...perché vederlo?
Perché tratto da un'opera memorabile di Oscar Wilde, fortemente acuta.
Gli attori britannici maschili (Colin Firth e Rupert Everett) si fanno apprezzare per l'ingenuità e la simpatia che il regista ha costruito su di loro, nonostante siano essi causa dei diversi fraintendimenti,
Consigliato per gustare il modo brillante con cui Wilde, in quanto autore del testo, e Parker, in quanto regista della pellicola, sanno mettere alla berlina tutta quella superficialità dell'epoca vittoriana (e un po' non ci riconosciamo anche noi?!).

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