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Il tempo è un dio breve
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Veladiano, Mariapia

Il tempo è un dio breve

Torino : Einaudi, 2012

Abstract: C'è una donna che ripercorre la sua vita per arrivare al mistero del presente. C'è un amore che finisce e un altro che nasce, da difendere contro l'ombra del male che lo precede, l'ombra di tutti i mali, la morte. E se questo male investe un bambino allora una voragine si allarga sotto di noi. È possibile la lotta, come contro l'angelo, che è Dio. È forse possibile uscir feriti ma salvi e con un nome nuovo scritto nella propria storia e così forse un'altra vita ci aspetta. È questo il sogno di ogni amore. Che non finisca. O è solo una promessa. Ma una promessa è molto più potente di un sogno. In un paesaggio di neve e di incanti la protagonista, in compagnia del figlio, incontra un uomo; il male per un momento è confinato alla sua dissolvenza, costretto dalla forza tutta umana dell'amore che diventa divino nella potenza di un'ostinazione necessaria. Ci è stato dato e non può più morire. E quelli che ci hanno amato, tutti intorno a noi come alberi, colonne di un cielo silenzioso, con chiome piegate dalla bellezza della neve, a raccontarci l'eterna storia dell'amore: insieme è nulla la paura. Insieme è nulla la paura.

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Un romanzo inconsueto, straordinario, dove ogni pagina, e quasi ogni singola frase, sarebbero da trascrivere in un immaginario "quaderno delle citazioni sui fondamenti dell'esistenza umana". Un romanzo serio, analitico e poetico, che richiama la prosa di Dostoevskji. Parla un linguaggio del tutto inconsueto, quello della Fede e di una vita che si confronta quotidianamente con la presenza e la volontà di Dio. Parla di una donna ricca e colta che soffre intensamente, e la sua sofferenza nasce essenzialmente dall'aver messo al mondo un figlio, e con il figlio la potenzialità della sua morte. La ferita esistenziale primaria. Ildegarda (nome significativo, che si richiama alla Santa mistica medievale) si confronta anche con un marito affascinante e debolissimo, che non si sente in grado di accudire al figlio, e li abbandona entrambi, rifacendosi una vita all'estero. Tenta di spiegare tutto, di scusare tutto e tutti. Ildegarda cerca di parare i colpi e di difendere il suo bambino, arrancando a volte molto vicina al baratro della disperazione. Ma provvidenzialmente (mai come in questo caso l'avverbio ha il suo pieno significato), in un luogo magico ed isolato, incontra un uomo in grado di sanare la sua solitudine, di fronteggiare le sue paure, e forse di salvare suo figlio da una nuova tempesta incombente. Il libro è una sorta di percorso verso la luce, che forse può aiutare i lettori a ritrovare un sentiero – non facile, ma limpido - verso una fondata speranza.

Barbara Fontana
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La storia tristissima di questa forte donna di nome Idelgarda, sostenuta nelle avversità della vita solo dalla sua estrema fede in Dio e dalle persone care che la circondano; ha dell'inverosimile. L'egoismo del debole marito, ma anche della migliore amica Alberta vengono perdonati e giustificati come parte della imperfezione umana. Lettura scorrevole.

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