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La    figlia del boia
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Pötzsch, Oliver

La figlia del boia

Vicenza : Pozza, 2012

Abstract: Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, nel loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere, il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo. Jakob Kuisl, il boia di Schongau non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino. I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile.

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Bel tomo consistente, che attrae per l'argomento (è un romanzo storico ambientato nella Baviera del 17° secolo), e i protagonisti (un boia umanista, un giovane medico idealista ed avventuroso, la giovane ed ardimentosa figlia del boia - del titolo - ), impegnati ad evitare la condanna al rogo di una presunta strega, e contemporaneamente a risolvere il mistero degli omicidi efferati di alcuni bambini. Natura gotica e personaggi vivissimi afferrano per molte pagine di una narrazione densa, poco introspettiva, a volte da thriller. Nonostante questo, non emoziona come dovrebbe, e non se ne afferra la ragione.

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