Eroi
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Pennacchi, Andrea

Eroi

Abstract: Cosa rimane oggi dell'Iliade e dell'Odissea? È possibile raccontarle ancora? È questa la sfida di Eroi, il nuovo libro di Andrea Pennacchi, che stavolta accompagna i lettori e il pubblico alla scoperta di questi due classici, rileggendo l'epica omerica e arricchendo la narrazione di riflessioni, ricordi e fantasie. Così la guerra sotto le mura di Troia risuona nelle lance che battono sugli scudi degli eroi di un tempo; così il ritorno di Odisseo verso Itaca si popola di creature e di voci, mentre le onde si infrangono sul legno. Basta questo, allora: trovare un episodio, una storia in cui riecheggi la propria esperienza personale, e usarla come grimaldello per addentrarsi in questa fortezza piena di tesori, appena velati dal tempo, intimorito e umile di fronte alla bellezza degli antichi."È una roba antica, profonda, che viene dalle viscere, da dentro. La puoi chiamare come vuoi: inconscio, DNA, acidità. Omero la chiamava "Musa". È una roba che ti muove, che ti commuove, che ti fa sentire nostalgia per cose che non hai mai vissuto, che ti mette in contatto coi tuoi antichi, coi tuoi antenati, che stanno al bar, seduti ai tavolini, fuori, nel campo di Asfodeli, e ti guardano come si guarda una partita in televisione."


Titolo e contributi: Eroi

Pubblicazione: People, 25/09/2023

ISBN: 9791259791610

Data:25-09-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe oppure con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 25-09-2023

Cosa rimane oggi dell'Iliade e dell'Odissea? È possibile raccontarle ancora? È questa la sfida di Eroi, il nuovo libro di Andrea Pennacchi, che stavolta accompagna i lettori e il pubblico alla scoperta di questi due classici, rileggendo l'epica omerica e arricchendo la narrazione di riflessioni, ricordi e fantasie. Così la guerra sotto le mura di Troia risuona nelle lance che battono sugli scudi degli eroi di un tempo; così il ritorno di Odisseo verso Itaca si popola di creature e di voci, mentre le onde si infrangono sul legno. Basta questo, allora: trovare un episodio, una storia in cui riecheggi la propria esperienza personale, e usarla come grimaldello per addentrarsi in questa fortezza piena di tesori, appena velati dal tempo, intimorito e umile di fronte alla bellezza degli antichi."È una roba antica, profonda, che viene dalle viscere, da dentro. La puoi chiamare come vuoi: inconscio, DNA, acidità. Omero la chiamava "Musa". È una roba che ti muove, che ti commuove, che ti fa sentire nostalgia per cose che non hai mai vissuto, che ti mette in contatto coi tuoi antichi, coi tuoi antenati, che stanno al bar, seduti ai tavolini, fuori, nel campo di Asfodeli, e ti guardano come si guarda una partita in televisione."

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