Rachele Viadarin

Biografia

Lettrice accanita, senza mai abbastanza tempo per leggere!!!

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L'altra America - Michael Harrington

Libro che accresce lo spirito critico personale, abbatte pregiudizi e apre gli occhi, anche se del 1963: "poveri all'ora, lo sono tutt'oggi". Michael Harrington offre all'America dell'affluent society e a tutta la società la possibilità di sbirciare in un mondo nascosto: L'Altra America.

Olga di carta. Jum fatto di buio - Elisabetta Gnone

Dopo aver sentito l'autrice che ne parlava per radio ho deciso di leggerlo e non mi ha assolutamente deluso: ho trovato la protagonista cresciuta, come è giusto che sia, e anche l'argomento che tratta era interessante. Altra cosa che mi è piaciuta è stata l'evoluzione che viene fatta interiormente da lei sui suoi pensieri e sentimenti e come la massa non riesca a cogliere questo… Da leggere sotto una calda coperta e con una torcia di notte o in una fresca giornata primaverile sotto un albero!!!

cover - di Adam Stower

Mi sono imbattuta in questo libro in un pomeriggio qualsiasi che passavo con delle amiche in biblioteca… Effetto tenerezza immediata, ci insegna a guardare in modo divertente con gli occhi di un bambino e a riconsiderare ciò che crediamo PICCOLO! Ottimo per un primo approccio alla lettura durante l'infanzia, mi ha ricordato quelli che leggevo io!!!

Cara Zoe - Philip Beard

Il dolore di una sorella in cui immedesimarsi, costretta a convivere con un mondo che non sa che una delle vittime di quel famoso 11 settembre 2001 non era vicino al World Trade Center, ma nel giardino di casa sua...

Il giorno della civetta - Leonardo Sciascia

Un libro premonitore, un po' pessimista perché scritto da un grande autore che con un "racconto", come lo chiama lui, ci narra la mafia combattendola prima con le parole che con gli avvocati, un uomo di cultura innamorato della sua terra che ha visto troppe persone, anche uomini di stato, chiudere un occhio e prendere volentieri una mazzetta. l problemi, la mafia e l'omertà, verranno risolti il giorno in cui una civetta volerà alla luce del sole: mai.

LA GIURIA

Il primo legal thriller che leggo e che ho avuto modo si apprezzare fino alla fine: suspense e immedesimazione che sconvolgono il lettore fino a fargli credere che la storia abbia un finale scontato... Sconvolge anche il modo oggettivo in cui l'autore affronta un problema anche morale, un processo contro i produttori di sigarette, rendendo imparziale con lui il lettore, di fronte fronte ad una giuria che è l'esatto opposto.

Niente di nuovo sul fronte occidentale - Erich Maria Remarque

Germania, 1916: Paolo Baümer, 18 anni, si arruola nell'esercito imperiale impegnato nei combattimenti del primo conflitto mondiale. Con lui ci sono tutti i suoi compagni di classe, convinti, chi più chi meno, da un professore, grande nazionalista romantico. Il racconto inizia dal fronte, da dove tutti i soldati guardano con nostalgia malinconica all'addestramento militare, ormai ricordo lontano, e alle loro vite precedenti, ora sogno appetibile anche per il più misero minatore. Paolo e i suoi compagni non sono più reclute spaventate, hanno imparato a riconoscere i suoni della guerra e ogni loro pensiero è rivolto all'immediato: "cibo", unica parola onnipresente. Cercando di vivere in piccole incursioni amorose e nelle partite a carte in trincea, tutti aspettano con ansia la licenza. Paolo la ottiene e torna. Torna ad una vita tanto sperata. Torna anche se per poco. Ma anche tornando la guerra lascia traccia e l'inutile ricerca a ciò che era prima è inutile. Remarque angoscia il lettore, ormai confuso quanto il protagonista, quel lettore che fino alla fine spera, come sperano i soldati. Ma spera in cosa? Nelle salsicce secche e nei fagioli bianchi del rancio, forse? No, spera in una voce di corridoio, spera nella pace. Fino alla fine, fino all'ottobre 1918, quando Paolo, consapevole soldato semplice, forse più responsabile di chi è più potente di lui, muore. Muore sereno, sotto un albero, con la speranza di diventare tipografo, come il soldato francese che ha ucciso. Per lui la pace non è mai arrivata.

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