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Gli ultimi messaggi del Forum

Niente di nuovo sul fronte occidentale - Erich Maria Remarque

Germania, 1916: Paolo Baümer, 18 anni, si arruola nell'esercito imperiale impegnato nei combattimenti del primo conflitto mondiale. Con lui ci sono tutti i suoi compagni di classe, convinti, chi più chi meno, da un professore, grande nazionalista romantico. Il racconto inizia dal fronte, da dove tutti i soldati guardano con nostalgia malinconica all'addestramento militare, ormai ricordo lontano, e alle loro vite precedenti, ora sogno appetibile anche per il più misero minatore. Paolo e i suoi compagni non sono più reclute spaventate, hanno imparato a riconoscere i suoni della guerra e ogni loro pensiero è rivolto all'immediato: "cibo", unica parola onnipresente. Cercando di vivere in piccole incursioni amorose e nelle partite a carte in trincea, tutti aspettano con ansia la licenza. Paolo la ottiene e torna. Torna ad una vita tanto sperata. Torna anche se per poco. Ma anche tornando la guerra lascia traccia e l'inutile ricerca a ciò che era prima è inutile. Remarque angoscia il lettore, ormai confuso quanto il protagonista, quel lettore che fino alla fine spera, come sperano i soldati. Ma spera in cosa? Nelle salsicce secche e nei fagioli bianchi del rancio, forse? No, spera in una voce di corridoio, spera nella pace. Fino alla fine, fino all'ottobre 1918, quando Paolo, consapevole soldato semplice, forse più responsabile di chi è più potente di lui, muore. Muore sereno, sotto un albero, con la speranza di diventare tipografo, come il soldato francese che ha ucciso. Per lui la pace non è mai arrivata.

L'uomo di gesso - C.J. Tudor

Inizio confuso, poi diventa più scorrevole. Affascinante l'idea dei disegni con i gessetti (chi di noi non ci ha mai giocato!) . Il protagonista diventa di per sé un thriller nel thriller. Nel complesso buono

Il maestro nuovo - Rob Buyea

Molto ricco di spunti x le discussioni in classe: parla di bullismo, emarginazione, abbandono, nostalgia, ma anche di amicizia vera e gentilezza. I ragazzi sono proprio così anche nelle classi delle nostre scuole, anche se non viene minimamente toccato il tema cyber che dilaga tra i nostri figli; i maestri così invece....sono doni rarissimi che non tutti abbiamo avuto la fortuna di avere.

Un giorno solo - Felicia Yap

Bellissima l’idea…..una storia intrigata di amore, tradimenti e colpi di scena…..
Finale veramente inaspettato…quando credi di aver capito tutto in anticipo l’autore di sorprende con il colpo di scena.

Sono sempre io - Jojo Moyes

Sono molto colpita dal susseguirsi di eventi vissuti da Louise, è proprio vero che per scoprire veramente se stessi bisogna allontanarsi da tutti. La vita è un soffio e deve essere assaporata per ogni suo momento prezioso. Commovente, sentimentale e in certi momenti ironico. I legami sono il centro del racconto della vita di tutti i giorni. Lettura scorrevole, coinvolgente e piacevole.

New York Academy [DVD] - Michael Damian

Qualcosa di nuovo, perchè non è il solito musical in cui parte una canzone e tutti si mettono a ballare come matti; perché non è la solita storia d'amore contrastata e sognante; perchè due stili di danza come l'hip-hop e la classica si incontrano e si integrano in un unicum accattivante e coinvolgente. Anche se di ballerine ingenue e di concorsi da vincere a tutti i costi ne abbiamo già visti molti, questo film si differenzia, oltre che per i motivi suddetti, per schiettezza e per sinteticità. Musiche suggestive (Nathan Lanier), coreografie superbe (il coreografo è il Dave Scott di Step Up), casting molto valido (Keenan Kampa, Nicholas Galitzine e 62 tra i ballerini più promettenti di Londra, Parigi, Los Angeles e New York). Veramente bello e coinvolgente, per chi ama il genere.

La lunga vita di Marianna Ucria - Dacia Maraini

Un pizzico di delusione. Ho letto il libro dopo aver visto il film e devo dire che, al contrario di tutte le altre volte, questo è uno dei rarissimi casi in cui ho trovato il film migliore del libro: in genere è il contrario. Ho trovato la storia scritta lenta ma, al contempo, un po' sbrigativa malgrado la quantità di parole impiegate: tutte quelle parole non sono state sufficienti a spiegare figure, caratteri e destini, che invece si prestavano a sviluppi maggiori.
Detto ciò, comunque, si tratta di una bella trama, sì, di sofferenza e solitudine, ma anche di lotta contro una società perbenista e crudele che imponeva alle donne (in questo caso una donna/bambina pure menomata: peggio di così non si può!) destini "preconfezionati". Al suo, di destino, Marianna riesce alla fine a sfuggire grazie alla lettura ed alla ricerca della conoscenza: le sue uniche alleate.

Resto qui - Marco Balzano

La zona dell'Alto Adige è oggi guardata da noi "italiani" (c'é un motivo per la presenza delle virgolette) come il paradiso terrestre: luogo ricchissimo, in cui tutto è perfettamente organizzato e tutto funziona benissimo. Ed è visto anche come una terra straniera, popolata da persone che rifiutano il nostro italiano cantilenante ("... l'italiano qui in Sudtirolo era una lingua esotica... se non me l'avessero fatto odiare dal profondo delle viscere era una bella lingua... a leggerla mi sembrava di cantare.") e parlano una lingua aspra: dura e spigolosa come i lineamenti dei volti che vi si incontrano. Ci guardano con diffidenza e gelido distacco. Perchè i Sudtirolesi non vogliono sentirsi italiani?
A nessuno viene in mente che anche la loro storia contiene un una ferita grave che alimenta ancora un dolore rabbioso e profondo. Astutamente strappati alla rimanente popolazione del Nord, sono stati succubi di un'organizzazione straniera che li ha divelti dalle loro vite: proibiti i soliti vestiti, italianizzati i nomi dei luoghi, sostituite le insegne dei negozi, bandito il tedesco ("... sono andati a molestare anche i morti, cambiando le scritte sulle lapidi"), imposto il coprifuoco, estromessi dal mondo del lavoro. Trina racconta: "Da un giorno all'altro in classe ci siamo ritrovati insegnanti veneti, lombardi, siciliani. Loro non ci capivano, noi non capivamo loro... Li riconoscevi subito quei forestieri arrivati dal Sud, con le valige in mano e il naso all'insù... Dal primo momento è stato noi contro loro. La lingua di uno contro quella dell'altro. La prepotenza del poter improvviso e chi rivendica radici di secoli." Sfregio finale per il paese di Curon: la grande diga, quella diga che sembrava dimenticata ma che viene ostinatamente costruita proprio per l'interesse economico di diverse figure (italiane e svizzere), con la collaborazione della politica italiana di allora. Dov'era l'Italia quando le ruspe hanno violentato i pascoli? O quando le case di un paese sono state fatte saltare? O quando l'acqua ha annegato strade, campi, macerie e speranze? Quanti sforzi per cacciare via coloro che si ostinavano a non abbandonare le proprie cose con caparbietà rabbiosa! Solo il campanile è riuscito a resistere: tutt'ora si eleva con orgoglio fuori dal pelo dell'acqua azzurra, silenzioso accusatore. Lui resta lì.
Peccato che i numerosi turisti, che si ammassano adesso sul pontile per fare foto, non sanno questa storia. O cioè se la leggono su qualche tabellone o su Wikipedia e poi se ne vanno, senza cogliere il disperato messaggio del campanile e la sacralità del luogo. Le parole di Marco Balzano, misurate e semplici ma scorrevoli e precise come un bisturi, costruiscono un racconto delicato e forte allo stesso tempo, che parla di sogni e speranze ma anche di tenacia passionale, offrendoci con chiarezza uno spaccato di Storia che pochi conoscono (e che qualcuno vuole resti ignorata? Mah!). Bravo, Marco.

La guerra di Catherine - Julia Billet

Questo fumetto tratta la persecuzione degli ebrei attraverso il punto di vista dei più giovani e attraverso la fotografia. Molto interessante, sarebbe da far leggere ai ragazzi in alternativa ai "classici" testi sulla tematica.